circolare presidente FICLU novembre 2007
Firenze, 30, XI,2007
- AI CLUB E CENTRI UNESCO MEMBRI DELLA FEDERAZIONE -p.c. AI MEMBRI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA FEDERAZIONE Cari amici,
la Conferenza generale dell’UNESCO, tenuta a Parigi dal 15 ottobre al 3 novembre ha segnato per i Club UNESCO del mondo una nuova conferma del ruolo sempre più rilevante che l’UNESCO intende loro attribuire nel rapporto con l’Organizzazione sul territorio.
Mi riferisco in particolare alla "tavola rotonda sulla società civile” che ha visto, per la prima volta inserita la società civile nel contesto dei lavori della Conferenza generale. Una decisione con cui l’UNESCO ha voluto confermare l’importanza fondamentale che ha ormai assunto la presenza e l’azione delle Organizzazioni Non Governative e di istituzioni e membri della società civile per la realizzazione dei suoi programmi e dei suoi ideali.
Una svolta dunque nella stessa politica dell’UNESCO, che ha inteso associare rappresentanti di Stati membri, Ministri, Parlamentari, Governi locali, Club UNESCO, ONG, rappresentanti del settore privato, nella attuazione del suo mandato, come hanno sottolineato il Direttore generale K. Matsuura e il direttore aggiunto A. Sayyad, introducendo i lavori.
Significativo nella prima sessione, “ Citizens and global Governance acting together” l’intervento di Hubert Vedrine, già Ministro degli Affari Esteri della Francia, che ha delineato con un’incisiva introduzione , il concetto di ‘società civile’ dagli anni ’90, quando eventi come la Conferenza di Durban contro il razzismo fecero chiaramente comprendere che il mondo delle ONG non era “un mondo ancora ideale contro la crudeltà della comunità internazionale”.
Oggi la società civile rappresenta una forza, politica, sociale, intellettuale ma non può prendere il posto dei governi cui spetta la responsabilità del processo di negoziazione fra gli stati. Senza le ONG- ha detto Richard Jolly, co-direttore del progetto sulla storia intellettuale delle Nazioni Unite, non avremmo avuto realizzazioni come la Convenzione sui diritti civili e politici, la Conferenza sullo sviluppo e l’ambiente, né la Dichiarazione sul millennio: in breve, le Nazioni Unite sarebbero molto più povere, con molto minore efficienza; ora é necessario svilupparne il ruolo in un modo più formale.
In questo quadro i Club UNESCO hanno visto riconosciuta l’importanza della loro azione anche sul piano formale, con l’intervento del presidente della Federazione Mondiale George Christophides in apertura , e del presidente della Federazione araba R. Ben Slama nel pomeriggio, che hanno presentato le finalità e il ruolo rivestito dai Club, con esempi concreti dell’azione svolta da sessant’anni per dare visibilità sul territorio all’UNESCO, per l’educazione a tutti i livelli, la formazione, la salvaguardia del patrimonio, delle tradizioni, il dialogo interculturale nel mondo fra popoli diversi per il perseguimento di comuni finalità.
Il Forum si è concluso con una Dichiarazione che ne esprime i risultati e l’impegno futuro.
Richiamandosi agli obiettivi proposti dalla Dichiarazione del Millennio e al rapporto Cardoso del 2004 “we the peoples, civil society the global governante”, riafferma l’adesione agli obiettivi definiti dall’UNESCO nel Medium Term Strategy 2008-2013, con particolare attenzione all’educazione per tutti e permanente, alla scienza per uno sviluppo sostenibile, alle opportunità etiche e sociali, alla promozione del dialogo interculturale e di una cultura della pace, alla costruzione di società del sapere attraverso l’informazione e la comunicazione; la Dichiarazione afferma ancora l’impegno a sostenere le priorità Africa e uguaglianza dei generi, con azioni che possano creare ponti fra i cittadini e l’UNESCO; invita inoltre l’UNESCO a continuare ad agire come interfaccia fra le varie sfere della società civile creando il necessario forum per il dialogo, con parteners a livello internazionale, nazionale e regionale, in cooperazione con le Commissioni UNESCO dei diversi Paesi.
Ho voluto iniziare con questo evento che per noi Club e Centri UNESCO mi sembra il più rilevante, in una Conferenza generale che è stata, come sempre, ricca di stimoli e di indicazioni per il futuro dell’UNESCO. Come noto, la Conferenza generale, biennale, costituisce per l’Organizzazione il momento fondamentale per lo sviluppo della sua azione.
I delegati e rappresentanti degli Stati membri si incontrano, portando la voce del loro paesi, i risultati del lavoro, le attese, le proposte , valutando costi, bilanci, piani di azione, in tutti i campi in cui si articola l’impegno dell’UNESCO per il biennio a venire.
Sono i progetti biennali che vengono così approvati, ma allo stesso tempo la Conferenza generale discute, conferma o approva i grandi progetti quinquennali o decennali, che impegnano l’Organizzazione intorno ai problemi più drammatici e più urgenti che si impongono al mondo.
Sono stata onorata di seguire per nove giorni i lavori come delegata, un giusto riconoscimento alla Federazione italiana, rappresentata anche dalla vice presidente Maria Paola Azzario Chiesa.
La Conferenza è un evento centrale nella realtà dinamica dell’Organizzazione anche per la presenza dei delegati di tutto il mondo, per i momenti di incontro nei corridoi o al settimo piano, per i momenti di emozione intorno a decisioni che toccano aspetti cruciali e drammatici della storia contemporanea o eventi come il levarsi della bandiera dei nuovi stati membri: quest’anno Montenegro e Singapour: una emozione che, come ha detto il Direttore generale, è una evidente affermazione dell’universalità dell’UNESCO che conta oggi 193 Stati membri e 6 membri associati.
Da tutti gli interventi è emersa –ha rilevato con soddisfazione il Direttore generale, la volontà comune di affermare nell’azione internazionale gli ideali dell’UNESCO, sempre riconducibili ad un numero limitato di grandi obiettivi con risultati quantificabili e realizzazioni concrete.
Due grandi priorità sono apparse evidenti: l’ Africa e l’uguaglianza dei generi, alle quali è stata dedicata particolare attenzione, anche in una dimensione intersettoriale: è emersa infatti chiara la volontà di incoraggiare e rafforzare l’incontro operativo fra settori diversi e l’interdisciplinarietà; il Direttore generale ha confermato l’impegno dell’UNESCO per divenire sempre più un’Organizzazione che possa funzionare in modo trasversale per tutti i grandi problemi, dall’AIDS allo sviluppo sostenibile, alle lingue ai cambiamenti climatici, dal dialogo fra le culture alla cultura della pace, alle donne, alla gioventù.
In linea con l’impegno di molti stati membri per il dialogo interculturale che l’UNESCO considera un asse maggiore della sua azione, l’Organizzazione sostiene e promuove l’azione per il multilinguismo, ispirata a principi che sono stati sempre fondamentali per dare anche ai gruppi marginalizzati la possibilità di esprimersi, ed ha già proclamato il 2008 Anno internazionale delle lingue.
Particolare attenzione è stata riservata, come sempre, all’educazione per tutti e al suo riflesso sullo sviluppo economico, dove l’UNESCO continuerà a svolgere il ruolo di difensore del diritto all’educazione e di coordinatore dell’impegno, non solo a livello globale, ma anche regionale e nazionale.
Questa è un’altra priorità per il prossimo biennio, affermata con evidenza anche in tutti gli interventi della tavola rotonda dei Ministri sull’educazione allo sviluppo sostenibile.
Due giorni di lavori di grande interesse, con attenzione alla realtà sociale, economica, ambientale che ho seguito interamente, per incarico della nostra Delegazione all’UNESCO; i Ministri o vice Ministri degli Stati membri hanno presentato l’azione, gli impegni passati e futuri dei loro Paesi in merito alla problematica in agenda.
Da tutti gli interventi è emersa l’importanza che tutti gli Stati membri attribiscono ai tanti problemi connessi, come quelli relativi alla biosfera, al cambiamento climatico, all’acqua, ‘l’oro blu’, sia nelle zone desertificate sia nelle grandi aree urbane.
In una società il cui rapido sviluppo ha portato e sta portando trasformazioni profonde sul piano economico, sociale, scientifico, il problema idrologico è fondamentale anche nella politica dell’UNESCO che ne raccoglie le istanze.
Per richiamare ancora l’impegno del mondo intero sul problema idrologico, l’UNESCO ricorda che il 22 marzo 2008, è stata proclamata ‘Giornata Mondale dell’Acqua.
Il Direttore generale che ha aperto e chiuso i lavori di questa tavola, si è compiaciuto per i risultati raggiunti nei primi due anni del Decennio per lo sviluppo sostenibile, pure consapevole che si deve fare di più e con maggiori risorse ha fatto pertanto appello a tutti gli Stati perché possano portar i loro contributi, confermando l’impegno dell’Organizzazione. Di grande importanza per il nostro lavoro la notizia, che trova fondamento nella problematica affrontata nella riunione, che l’anno 2008, con estensione al 2009, è stato proclamato “ l’Anno del pianeta terra”.
Non è questo lo spazio per ripercorrere tutti i lavori delle Commissioni: ci limitiamo ad alcuni punti che possono offrire al lavoro dei Club e Centri UNESCO indicazioni preziose per sviluppare la loro azione nella realtà in cui operano .
Gli interessati potranno saperne di più e trovare i rapporti e le risoluzioni adottate sul sito dell’UNESCO, www.unesco.org / general conference, digitando di seguito i campi specifici, in una delle lingue dell’Organizzazione: ad es. www.unesco.org/social sciences , www.Unesco.org/ human rights, e così via.
Attenzione speciale è stata dedicata al campo delle scienze sociali, la cui ricchezza di problematiche e di azioni costituisce da sempre un impegno privilegiato dell’UNESCO che ha voluto sottolineare la ricorrenza, nel 2008, del sessantesimo anniversario della proclamazione della Dichiarazione: un evento che possiamo dire abbia cambiato la storia del mondo, Il Direttore Generale, nel suo intervento, si è richiamato ai valori che ne sono alla base per promuovere la democrazia e la pace.
Numerosi eventi saranno organizzati in tutto il mondo per riflettere sull’anniversario; tutti i Club e Centri UNESCO vorranno certamente ricordarlo, con il taglio che riterranno più rispondente alle attese locali.
I problemi connessi con il patrimonio mondiale hanno occupato più giorni, per l’attenzione che l’UNESCO vi dedica per la conservazione, la messa a punto e la tutela dei tesori dell’umanità, mentre si sta affermando l’impegno e l’azione in rapporto con la Convenzione per i beni immateriali e per il traffico illecito dei beni culturali.
Molti fra i delegati Africani hanno lamentato che in questi paesi, tanto ricchi di storia, tradizioni, arte, paesaggi naturali unici, ci siano ancora troppo pochi siti culturali e naturali iscritti ( www.unesco.org/ world heritage) e successive articolazioni.
Un campo di notevole interesse è stato sempre per l’UNESCO quello della comunicazione ( www.unesco.org/ comunication) , dove emerge ora con particolare urgenza il problema della libertà di espressione e di comunicazione e dell’accesso uguale all’informazione, tenuto anche conto della situazione di continuo rischio in cui si trovano i giornalisti, l’UNESCO porta un notevole contributo alla difesa dei giornalisti, basti ricordare la Dichiarazione di Medellin, adottata nel giornata Mondiale della libertà di stampa, che definisce una serie di misure per difendere la sicurezza dei giornalisti (www.unesco.org/ Medellin Declaration: UNESCO-CI / World Press Freedom Day 2007
L’UNESCO si trova oggi ad un crocevia di fronte all’aumento delle attese e alla diminuzione delle risorse – ha concluso il Direttore Generale - ma in realtà l’universalità del suo mandato ne esce rafforzata per la promozione di tutti i suoi obiettivi, l’UNESCO è convinta della necessità di essere pronti ad ascoltare i bisogni di tutti gli Stati Membri e di un mondo che cambia, inclusa la riforma delle Nazioni Unite. In questo ci aiuterà la volontà di lavorare sulla base del ”consensus”, nella convinzione che questo possa aiutarci a proseguire un dialogo aperto nel rispetto di tutti i popoli.( cfr in particolare “ Reflections sur le rôle futur de l’UNESCO 34C/INF.7)
La Conferenza ha esaminato anche il problema del logo; come abbiamo avuto occasione di sottolineare quando i Club UNESCO italiani si sono trovati di fronte alla necessità di rivedere e ridefinire l’uso del loro logo in accordo con la Commissione Nazionale UNESCO, la stessa UNESCO ha ritenuto di dover regolare l’utilizzo del logo- coperto da copy right – per mettere fine alle numerosissime forme in cui veniva fino ad oggi usato e modificato.
Il logo dell’UNESCO può essere usato solo per eventi concordati con la Commissione Nazionale dei diversi Paesi, previa autorizzazione della stessa o dell’UNESCO, ma sempre nella forma ora stabilita dall’UNESCO: il tempietto con sotto la scritta, in una delle lingue ufficiali dell’UNESCO ‘Organisation des Nations Unies pour l’éducation la science la culture’ (in francese, inglese, spagnolo, arabo, russo, cinese), delimitato, sulla destra da una striscia zigrinata alla quale segue il nome o il logo dell’Istituzione, o Associazione che lo sta usando, e che ne ha concordato e ottenuto l’uso.
Resta fermo il punto che nessuna alterazione o modifica del logo è possibile. Pertanto, per quanto riguarda la Federazione italiana, ne segue che l’uso del logo attuale deve essere eliminato e sostituito da un nuovo logo.
La proposta che dovrà essere approvata dal prossimo Consiglio Direttivo della Federazione e dall’Assemblea, è che venga adottato il logo della Federazione Mondiale, che tutti conoscete, seguito da un segno o da una scritta che lo caratterizzi come logo della Federazione Italiana dei Club UNESCO – Club di….. ; o eventualmente un logo diverso che in ogni caso dovrà essere concordato con la Presidenza.
A questo potrà essere affiancato, in alcuni casi, e previa autorizzazione concordata con la Commissione UNESCO del Paese di appartenenza, il tempietto, comunque sempre nella forma sopra descritta.
Il prossimo Consiglio Direttivo che si terrà a Roma il 4 gennaio 2008 avrà questo punto all’ordine del giorno per le formulazioni in merito. L’Assemblea Nazionale della Federazione presenterà il logo ai Club e Centri membri.
XXIX ASSEMBLEA NAZIONALE DELLA FEDERAZIONE ITALIANA
Secondo quanto proposto e approvato dalla XXVIII Assemblea a Lucera, la XXIX Assemblea si terrà a Bologna, con la collaborazione del locale Club UNESCO e del suo presidente Vittorio Covino, che ringraziamo fin d’ora per la disponibilità e l’impegno.
I giorni stabiliti, tenuto conto anche delle disponibilità della città, sono: sabato 5 aprile, domenica 6, lunedì 7
La sede dei lavori e di residenza dei partecipanti.: Hotel Savoia Regency, ****S
I costi: camera doppia BB: € 120 per notte; camera singola BB. @ 70 per notte; camera triplaBB: € 150 per notte; pranzo e cena € 25.
In totale : 2 pernottamenti con pranzo e cena: € 220, a persona, in camera doppia; e 200, a persona, in camera tripla, € 240 in camera singola.
E’ possibile prenotare per il giorno 7 aprile, alle stesse condizioni, non per la notte di venerdì 4, essendo l’Hotel completo.
Poiché il mese di aprile è particolarmente impegnato a Bologna per fiere e convegni, la prenotazione deve essere effettuata con la massima urgenza, secondo la modalità e i tempi di scadenza che Vi saranno comunicati in breve.
Il tema che il prossimo Consiglio Direttivo definirà e approverà potrà essere :
I CLUB UNESCO 60 ANNI PER LA CULTURA DELLA PACE- PATRIMONIO MONDIALE MATERIALE ED IMMATERIALE IN UNO SVILUPPO SOSTENIBILE – UNA VIA PER LA PACE
il programma, già delineato dal Club UNESCO di Bologna, sarà inviato dopo il prossimo Consiglio Direttivo.
Ricorrendo nel 2008 il 60° anniversario della costituzione del primo Club UNESCO, la Federazione celebrerà l’evento nel corso della XXIX Assemblea.
Tutti i Club UNESCO dovranno sentirsi impegnati, nell’anno 2008, per la celebrazione di questo Anniversario, con iniziative diverse che tutti vorranno programmare. Per dare rilievo a questo anniversario, e visibilità all’impegno dei Club e Centri UNESCO, propongo che tutte le iniziative che i Club e Centri vorranno realizzare nel corso dell’anno siano sottolineate con una scritta dedicata ai “60 anni dei Club UNESCO per una cultura di pace” , che il prossimo Direttivo definirà.
Nominati i probiviri della Federazione
Ho il piacere di comunicarvi che il Consiglio Direttivo riunito a Roma il 7 settembre u,s, in attuazione delle proposte emerse dall’Assemblea di Lucera, ha proceduto alla nomina di due ‘probiviri’ della Federazione, nelle persone dell’avv. Pietro Agnusdei del Club UNESCO di Lucera e del prof. Vincenzo Bandi, del Club UNESCO di Erice.
Qualunque problema dovesse coinvolgere in futuro la Federazione o i singoli Club - e ci auguriamo non accada - potrà essere riportato anche alla competenza e all’equilibrio dei nostri probiviri, secondo quanto sarà stabilito dal Consiglio Direttivo e dall’Assemblea.
Anche questo punto, come quelli relativi a Statuto e Regolamento saranno all’ordine del giorno della prossima Assemblea.
In particolare, sembra opportuno ricordare un punto fondamentale per la nostra Federazione: ogni Club e Centro opera nell’ambito del proprio territorio: eventuali programmi che si intendano realizzare in altra città o territori dove operino altri Club UNESCO devono essere preventivamente concordati con questi.
La norma fu adottata fino dalla costituzione della Federazione per garantire l’autonomia e insieme la piena responsabilità di ogni Club e Centro, la chiarezza nei confronti delle Autorità e Istituzioni locali, sul piano organizzativo e su quello economico - finanziario, assicurando allo stesso tempo la possibilità di costruire una rete di validi rapporti di collaborazione fra Club diversi, uniti da interessi e ideali d’azione comuni.
Ricordo ancora a tutti i Club e Centri i programmi di solidarietà di urgenza dell’UNESCO, volti sempre a rispondere a necessità urgenti, connesse con eventi naturali o materiali di particolare gravità, attraverso fondi extra-budgetari; ne è responsabile all’UNESCO il direttore aggiunto per i rapporti e le relazioni esterne, Mr. Sayyad, da sempre sensibile ai programmi di solidarietà e attento al lavoro dei Club UNESCO; io stessa ne sono responsabile. Eventuali offerte, anche piccole, devono essere finalizzate sempre a questi fini, indicati dalla stessa UNESCO.
Attualmente è in corso un notevole impegno di solidarietà di urgenza dell’Organizzazione per la ricostruzione di strutture educative nel Bangladesh, colpite dai recenti tragici eventi.
Auguro a tutti un buon lavoro in questa fine d’anno che vede i Club UNESCO particolarmente impegnati con le ricorrenze dell’anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani, con i più cordiali saluti, Marialuisa Stringa
Informiamo gli interessati che un annullo speciale filatelico dedicato al patrimonio mondiale avrà corso a Firenze, il 17 dicembre, in occasione del 25° anniversario dell’inserimento della città nella Lista. Informazioni possono essere richieste attraverso e-mail ; centrounescofi@iol.it
Federazione Italiana dei Club UNESCO